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 In occasione della Festa della Donna, vogliamo raccontarvi la storia di una stilista italiana che durante la sua carriera ha introdotto delle vere e proprie rivoluzioni nel mondo della moda: Elsa Schiaparelli.

Le origini

Nata a Roma nel 1980 da una famiglia aristocratica di intellettuali piemontesi, Elsa Schiaparelli si distingue fin da giovane per il suo carattere eccentrico e per la sua natura irrequieta, ai quali si sommano un notevole bagaglio culturale e una buona dose di fascino.

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Dopo Londra e New York, a 34 anni sceglie di vivere a Parigi dove, incoraggiata dallo stilista francese Paul Poiret, inizia la sua carriera nell’alta sartoria parigina, divenendo ben presto una delle figure più importanti della moda di inizio secolo, al pari della ben più nota Coco Chanel.

Le arti figurative nella moda

Il quid necessario alla dirompente creatività di Elsa è stato alimentato, per tutta la sua vita, dalla cerchia di amicizie legate al mondo dell’arte. Tramite l’amica Gaby Picabia, moglie del pittore Francis Picabia, entrò in contatto con alcuni dei maggiori esponenti del Dadaismo come Marcel Duchamps e Man Ray.

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Durante la sua carriera collaborò poi con Jean Cocteau, ma soprattutto con Salvador Dalì: nel 1937 crearono il vestito Aragosta e il cappello scarpa e nel 1938 i vestiti Lacrime e Scheletro per la collezione Circus.

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Il prêt a porter

Elsa Schiaparelli intuì che la chiave di svolta della moda dell’epoca sarebbe stato l’abito pronto per la vendita, prodotto secondo misure standard e attraverso lavorazioni in serie: il prêt à porter.

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Insieme a Coco Chanel, sua contemporanea, condivideva la necessità di abbandonare le convenzioni e le costrizioni nell'abbigliamento a cui era rilegata la donna. Ma, al contrario di Chanel, non optò per alcun taglio lineare e rigoroso. Invece, la moda della Schiap (soprannome che le attribuirono in Francia) vestiva le donne in maniera colorata e sportiva, con cerniere (le prime a vista sugli abiti!) e applicazioni fantasiose, zeppe e turbanti.

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I maglioni tatuaggio

Nel campo della maglieria, rimangono memorabili i suoi maglioni-tatuaggio, golf caratterizzati da grandi fiocchi trompe-l’oeil in stile optical bianco e nero, così come con i pullover raggi X, che disegnavano la struttura dello scheletro umano come in una radiografia.

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I maglioni con motivo trompe l’oeil furono definiti da Vogue come un “capolavoro assoluto” e ben presto divennero dei best seller del marchio.

La sfilata

Un esempio della sua indole straordinariamente lungimirante è stata l’invenzione della sfilata di moda moderna: una presentazione della nuova collezione - con un tema principale e una linea di capi tra loro coerenti - con arte, musica e modelle alte e magre, dai fisici androgini.

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Il rosa shocking

Ebbene sì, questo colore ultramoderno è stato creato nel 1936 proprio da Elsa Schiaparelli. Il suo profumo Shocking! era contenuto in una bottiglia scolpita da Leonor Fini a forma del busto di Mae West ( attrice musical, sex symbol dell’epoca nonché provocatrice dell’opinione pubblica), e confezionato in un pakaging rosa shocking, colore che divenne subito un’icona della maison parigina.

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Durante la Seconda Guerra Mondiale, Elsa chiuse l’atelier nella capitale francese e si trasferì a New York. Al suo ritorno i gusti e le abitudini erano cambiati e con questi anche la moda. Nel 1954, non riuscendo a fronteggiare le difficoltà economiche, chiude la maison e scrive la sua autobiografia, Shocking Life: la vita anticonformista di un’artista della moda. Morirà a Parigi nel 1973.

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E voi, conoscevate l’incredibile storia di Elsa Schiaparelli? Siamo curiosi, fateci sapere!